Conservare per sopravvivere

Conservare per sopravvivere

Conservare per sopravvivere

Conservare per sopravvivere

Nessuna specie, se si eccettua quella umana, distrugge così sistematicamente gli ambienti da cui dipende la sua stessa sopravvivenza. Il pianeta Terra rappresenta attualmente la sola speranza per la continuità dell’esistenza dell’uomo, poiché la probabilità di “colonizzare” altri pianeti appare un’ipotesi sempre più seducente ma sempre meno realizzabile.

Eppure l’Uomo si getta contro di esso con sempre maggior accanimento provocando una crisi ecologica senza precedenti che tocca l’atmosfera e le acque, il suolo e le piante, gli animali e l’uomo stesso contro cui, alla fine, tale crisi si ritorce.

Nonostante questa impressionante realtà, l’uomo prosegue, con audacia quasi folle, sulla strada delle uniformazioni forzate dell’ambiente sottoponendolo a manipolazioni spesso irreversibili. Di fronte a tale ostinata volontà di distruzione, la difesa della natura può assumere persino il senso di una nuova “religione” o, quanto meno, di un’ideologia basata su incontrovertibili fatti biologici.

Se distruggiamo ciò che ancora resta della libera natura vivente abdichiamo al diritto di definirci civili. Bisogna prendere in esame, in modo completo in modo completo e organico, tutti quei fenomeni e quei problemi su cui di recente è venuto sempre più appuntandosi l’interesse non solo di una certa parte cosciente del mondo della cultura ma anche di chi è sensibile agli aspetti più inquietanti del nostro travagliato secolo.

 

 

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